




La lupa si è fermata. Dritta, solida, tranquilla — sa quello che sta facendo. Il gesto è quello: accoglienza, protezione, nutrimento. È la scena che precede tutto: prima della città, prima dei re, prima di ogni confine tracciato sul suolo del Lazio. Il mito e la storia della città cominciano qui.
Il rilievo restituisce il manto, le zampe, la postura solida di chi protegge. La lupa Capitolina è tra i soggetti più amati della collezione — un simbolo che si riconosce a ogni scala perché la sua forza è immediata e il suo messaggio è potente: è Roma, ed è qualcosa di più grande, un mito che attraversa culture e secoli. In questo anello il simbolo è esaltato e contenuto. Il formato chevalier — rotondo, dorato, dichiarato — porta tutto nel castone con precisione: un gioiello importante, raccolto nella forma, pieno nel significato.
Il LUXOR dà a questo soggetto il peso che chiede. Il bronzo dorato a 18 carati — compatto, pesante, gambo chiuso e pieno: un anello solido, dichiarato. Si porta con carattere — presente al dito, misurato nella forma.
Il celeste è luce fresca — il profilo della lupa che emerge chiaro su un fondo aperto, come il cielo sopra il Palatino all'alba. Il nero porta il rilievo al massimo contrasto, ogni figura definita, Roma nella sua versione più antica. Il rosso accende — la lupa immediata, piena di presenza, il colore della fondazione. Il rosa avvolge con calore, il gesto materno nella sua versione più morbida.
C'è qualcosa nella lupa che va oltre il mito: una forza selvatica che si governa per nutrire e sa farsi tenerezza. Da quel gesto, una fondazione. Da quella presenza, tutto.
Note importanti
I colori dei gioielli possono sembrare diversi dagli originali. Questo dipende dalla risoluzione. Ogni oggetto è fatto a mano e ha caratteristiche uniche.Fiera quando serve. Dolce quando conta.
Secondo la mitologia romana, Rea Silvia era la madre di Romolo e Remo, i due gemelli che divennero i fondatori di Roma. Rea Silvia era la figlia di Numitore, un discendente di Enea. Un giorno il dio Marte la incontrò in un bosco e se ne invaghì, seducendola. Da quest’unione nacquero i due gemelli, che però furono destinati alla morte da Amulio, usurpatore del trono di Numitore, che non voleva discendenze maschili. Rea Silvia per salvarli mise i gemelli in una cesta e li abbandonò nel Tevere. Furono trovati da una lupa che li allevò. La Lupa è il simbolo della città di Roma.
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