




Le colombe su questo anello ovale sono riunite nel castone, e il bordeaux le abbraccia. La composizione è calma, avvolta dallo smalto: quattro figure intorno alla coppa, appoggiate sul colore che le accoglie con un calore profondo e familiare. Questa finitura brillante riveste il bronzo e veste il cammeo, e il peso del gioiello si sente nella mano. La scena vibra di dettagli: il piumaggio, le gocce d'acqua, il tubare, il raccoglimento. In questo cammeo c'è qualcosa che rimanda sensazioni tattili immediate e, al contempo, osservandolo si può vivere nella scena con l'immaginazione.
Il soggetto è quello del celebre mosaico antico che Plinio cita con ammirazione — la capacità di fermare un istante. Sull'intensità della base quella quiete diventa ancora più intima, è un viaggio nel tempo che si ferma in quella quiete. Il colore ammorbidisce ed enfatizza il calore della cornice dorata intorno al cammeo, ogni volume è perfettamente delineato, ogni colomba con un suo movimento.
L'arancione in abbinamento col rosso è di una bellezza piena, come le curve generose dell'intaglio. Il blu così saturo e vivo tira fuori i rilievi — ogni piega del piumaggio si dichiara con un'intensità nuova. Il celeste è arioso e grazioso, e fa risaltare il contrasto tra la porosità del cammeo e la lucentezza dello smalto: gradevole, leggero, alla vista piacevolissimo. Il sabbia è un disegno appena tracciato, tocchi essenziali sulle sagome — quel tratto che ricorda la grafica di Picasso, antica e moderna insieme.
Questo insieme è capace di trasmettere un senso di serenità profonda, semplicità e gioia genuina.
Note importanti
I colori dei gioielli possono sembrare diversi dagli originali. Questo dipende dalla risoluzione. Ogni oggetto è fatto a mano e ha caratteristiche uniche.I cuori gentili restano forti.
Colombe di plinio Da un mosaico venuto alla luce dagli scavi di villa Adriana , II secolo d.c. , a Tivoli . Il titolo viene da una descrizione fatta da Plinio il Vecchio 23 ca- 79 d.c.) nella “Naturalis Historia” in cui parla di un mosaico di Sosos del II secolo che viene ripreso nella copia romana. Fu un motivo decorativo molto apprezzato e se ne trovano diversi modelli tra cui uno nella Casa del Fauno a Pompei. Musei Capitolini - Roma
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