




Il modello Classic si sviluppa in una forma ovale, liscia e lucida, con un volume importante e un peso di soli otto grammi. Il disegno è contemporaneo e pulitissimo — ed è proprio questa pulizia a dare massimo risalto al rilievo. Con un soggetto così dettagliato e mobile, il contrasto tra la superficie levigata del plexiglass e la finezza dell'incisione diventa ancora più emozionante: una coreografia di pura strategia su un anello che sorprende.
Ercole è in piena azione: conduce il toro fuori da Creta in una delle sue fatiche più celebri. Sta accadendo adesso. Le gambe dell'eroe e le zampe dell'animale si incrociano senza ostacolarsi, catturate nell'istante esatto della massima tensione. Il braccio teso a guidare; il toro, furioso suo malgrado, cede alla conduzione dell'uomo. Dove la forza è pari, vince l'ingegno — e l'intaglio ferma quel momento con una precisione che meraviglia.
Tre colori di base, tante combinazioni possibili, tanti modi di muovere la scena. Il bianco agisce come campo assoluto, isolando ogni dettaglio dell'incisione — il celeste sul bianco è aria e velocità, il porfido sul bianco diventa materia antica in piena luce. La base arancione infonde un'energia del sole — il celeste sull'arancione cattura l'aria della brezza, il porfido sull'arancione evoca la profondità della terra, il perla sull'arancione splende come gocce di luce. La base nera raccoglie e concentra lo sguardo sulla finezza del rilievo — il celeste sul nero è un respiro che si apre, il perla sul nero è contrasto luminoso, il porfido sul nero si fa cupo e profondo. Il rosso porta tutta l'energia del cammeo — pieno, deciso, accende la scena con una vitalità immediata.
Note importanti
I colori dei gioielli possono sembrare diversi dagli originali. Questo dipende dalla risoluzione. Ogni oggetto è fatto a mano e ha caratteristiche uniche.Affronta le sfide a testa alta.
Figlio di Giove e di Alcmena fu il maggiore eroe greco e venerato come simbolo di forza coraggio e umanità. Divenne l’eroe degli atleti e fu considerato l’ideatore dei giochi di Olimpia. Affrontò le famose dodici fatiche. Tornato da Euristeo con le sue prede, Ercole venne inviato ad affrontare un ulteriore mostro, il toro di Creta, che aveva generato il Minotauro assieme alla moglie del re Minosse, Pasifae. Giunto in città, l’eroe si incontrò con Minosse che, ben felice di sbarazzarsi dell’animale, gli concesse di portarlo via e gli offrì perfino il suo aiuto per catturarlo, che egli però rifiutò. Dopo aver preso alle spalle l’animale, Ercole lo afferrò e lo soffocò, senza però ucciderlo, con la sua grande forza, per poi inviarlo a Euristeo. Questi, dal suo rifugio sicuro nella botte dove si era tuffato alla sola vista del toro, propose di sacrificare la bestia a Era, ma la dea rifiutò il sacrificio poiché avrebbe dato gloria riflessa a Ercole. Di conseguenza il toro fu liberato e si stabilì nei pressi di Maratona, dove in seguito sarebbe stato catturato da Teseo e sacrificato ad Apollo. Ercole, Napoli, Museo Archeologico Nazionale.
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